Scopriamo il progetto Slow Food “cheese”

Non si cede all’omologazione! Ecco il motto dei caseari che grazie a Slow Food tentano di salvare un metodo, una razza, un paesaggio ma soprattutto le tradizioni!

Potrebbe sembrare che non faccia notizia dato che i formaggi sono un prodotto antichissimo ma, questi, riescono ancora a stupire.

Formaggi a “munta calda”, cioè fatti direttamente al pascolo, appena dopo la mungitura, formaggi “archeologici”, preparati da svariate generazioni e non solo! Tutto il mondo Cheese si è dato appuntamento fra le strade di Bra (in provincia di Cuneo) con l’obiettivo di scovare anche altri formaggi che vanno salvati come quelli che arrivano dal Sudafrica con latte di cammello, il Cheddar o lo Stilton dalle isole britanniche, Lemon Myrtle e Wakame Blue dall’Australia.

E in Italia?

L’Italia non passa però in secondo piano, infatti tutti i prodotti che rappresentano la nostra nazione ci sono! Ma, come d’abitudine, ci sono anche molte cose da imparare. Anche, per esempio, come si fa a riconoscere un formaggio di buona qualità e con cosa accompagnarlo. Fra gli ospiti ci sono stati Francesco Guccini, Carlo Cracco e Moni Ovadia.

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