Formaggi italiani, buoni ma grassi per i turisti stranieri

Una delle ragioni per cui milioni di turisti visitano il nostro Paese ogni anno è la curiosità di scoprire la cucina italiana e le innumerevoli prelibatezze che essa riesce a presentare, sia sotto forma di piatti che di semplici alimenti da mangiare. E tra questi ultimi, in particolare i tantissimi formaggi o altri prodotti lattiero-caseari, rinomati in tutto il mondo. Un’eccellenza che fa del nostro Paese uno dei leader a livello internazionale nella produzione ed esportazione.

Non si parla soltanto di grandi nomi, come Parmigiano Reggiano o Grana Padano, ma anche di molteplici altri prodotti dal gusto raffinato e di alta qualità, realizzati magari da piccole aziende di provincia, ma che presentano prelibatezze non meno apprezzate di quelle più conosciute. L’azienda La Pecorella di Roma potrebbe essere un ottimo esempio, con le sue varie caciotte miste oppure il marzolino di pecora.

Comunque, i vari turisti stranieri in visita, man mano, acquisiscono la conoscenza dei vari prodotti del nostro Paese e tendono ad apprezzarne alcuni aspetti, mentre magari non piacciono altri. Così è anche per i formaggi italiani, considerati di ottima qualità ma troppo grassi secondo le loro opinioni, in base ad alcuni sondaggi. Cerchiamo di capire meglio quindi cosa pensano i turisti stranieri dei nostri formaggi e quali gli aspetti che amano di più e quali invece di meno.

Turisti stranieri e prodotti lattiero-caseari italiani

In base ad un sondaggio effettuato da un’agenzia di servizi, per i visitatori del nostro Paese i formaggi italiani sarebbero grassi e addirittura in misura maggiore rispetto ai prodotti simili presenti nel loro Stato di origine. Ciò per quanto elaborato su un campione di poco più di 850 turisti stranieri provenienti da Giappone, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Svezia, Belgio, Olanda e Lussemburgo. 

A livello di cifre, i nostri formaggi sarebbero buoni ma ipercalorici per il 51% degli intervistati ed in particolare per i visitatori svedesi (per il 53%), quelli svizzeri (per il 52%) e giapponesi (per il 45%). Nonostante ciò, essi comunque apprezzano il gusto raffinato di tali prodotti (il 34%), la varietà dell’offerta (il 45%), le caratteristiche nutrizionali adatte anche ai bimbi piccoli (il 29%). Gli elementi che amano maggiormente sono comunque la qualità della produzione (per il 55%) e la loro adattabilità a contesti e piatti vari (per il 54%).

A parte il presunto aspetto ipercalorico, i visitatori stranieri temono di essere allergici ai formaggi italiani e, per quanto riguarda le mozzarelle, addirittura si preoccupano di un eventuale inquinamento di esse derivante dalla vicinanza alla cosiddetta Terra dei Fuochi. A parte questo, il 18% degli stranieri si lamenta dello scarso uso della lingua inglese nelle etichette presentate, mentre circa il 50% non sa che la produzione italiana sia controllata e disciplinata con norme rigide e specifiche, tenendo conto degli usi locali.

Quali le prelibatezze lattiero-casearie maggiormente apprezzate

Tra i tantissimi prodotti, il formaggio più amato resta il Parmigiano Reggiano, ritenuto il migliore in assoluto dal 53% dei turisti, seguito poi dal Grana Padano al 49%, adorato per il suo sapore e per condire ottimamente la pasta. Continua ad essere apprezzatissima, per il 42%, anche la mozzarella in tutte le sue varietà, tra cui quella di bufala. Infine, amati sono il Pecorino (soprattutto quello sardo, ricercatissimo dai vacanzieri presenti sull’isola) per il 34% e il Gorgonzola per il 26% degli intervistati.       

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