Formaggi e latticini, nel 2019 accelera l’export italiano

A fornire prova della qualità e dell’apprezzamento per la cucina italiana e per i tanti prodotti della nostra tradizione gastronomica che la compongono non sono soltanto i tanti ospiti stranieri che partecipano ai diversi eventi o manifestazioni organizzate annualmente o le recensioni positive espresse su giornali e riviste internazionali sia di settore che in generale, ma anche dai dati riguardanti le esportazioni all’estero di tali prodotti.

Uno dei settori di punta e che ha registrato una considerevole crescita nella prima parte del 2019 è quello dei prodotti lattiero-caseari. Infatti, dopo un 2018 positivo ma al di sotto delle aspettative attese, i primi dati del 2019 vedono invece una performance complessiva davvero considerevole. 

E a spingere l’export italiano di formaggi e latticini non sono stati unicamente i prodotti più noti, come ad esempio il Parmigiano Reggiano, ma anche altri meno celebrati ma sempre di altissima qualità. Ed è proprio in questa fascia, ad esempio, che si situano le tante prelibatezze realizzate da La Pecorella, azienda rinomata del settore situata nel Lazio. Andiamo comunque a vedere nel dettaglio i dati rilevati di questa performance straordinaria per formaggi e latticini.

I dati complessivi delle esportazioni

Caciotta mista al Peperoncino

Nel primo semestre 2019, in base alle rilevazioni Istat ed elaborate da Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, importante ente pubblico economico), l’export italiano per formaggi e latticini ha registrato una crescita del 12%, un balzo consistente rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e che aveva visto un incremento soltanto del 3%, il più basso nell’arco dell’ultimo decennio. A spingere l’ottima performance di questo importante comparto italiano sono stati sia i formaggi stagionati che freschi.

In dettaglio, i formaggi stagionati hanno evidenziato una crescita del 14,5%, per un valore di circa 772 milioni di Euro, e che rappresentano ormai poco meno della metà dell’intero settore nel suo complesso, il 45% per l’esattezza. I formaggi freschi non sono stati da meno, realizzando un incremento del 6,3%, per un valore economico di 424 milioni di Euro. A questo punto è possibile vedere, all’interno di alcuni ambiti, quali i prodotti che hanno presentato i risultati migliori.

Le eccellenze italiane e le aree geografiche più performanti per l’export

Per quanto riguarda i prodotti stagionati, il balzo più consistente si è registrato negli Stati Uniti, con le esportazioni che hanno toccato i 147 milioni di Euro, con un incremento del 25% rispetto allo stesso periodo del 2018. A favorire tali ottimi risultati sono state le vendite in particolare di Grana Padano, Parmigiano Reggiano (con una crescita del 26%) e dei pecorini (incremento del 28%).

A proposito di questi ultimi, viene sottolineato dall’Ismea il fatto che la crescita dell’esportazioni a livello di valore è abbinata ad un aumento più che proporzionale delle quantità, il che si traduce in una flessione del prezzo medio all’export. E ciò non fornisce di certo l’aiuto sperato e necessario all’importante filiera del latte ovino.

Stati Uniti a parte, l’andamento più che brillante delle vendite sia dei formaggi stagionati che di quelli freschi si è registrato anche in Giappone. In particolare, i primi hanno evidenziato una crescita del 22,8%, per un valore economico attestato a 19 milioni di Euro, mentre i secondi (cioè i formaggi freschi) un incremento ancora più sostanzioso, del 24,9%, per complessivi 17 milioni di Euro.

Paesi emergenti e prodotti lattiero-caseari italiani

A registrare, complessivamente, tendenze molto positive per le nostre prelibatezze a base di latte sono soprattutto i mercati di alcuni Paesi emergenti, in particolare dell’Asia. Infatti, in Cina ed Indonesia si sta apprezzando sempre di più tale genere di prodotti, con mozzarella e gorgonzola tra i protagonisti assoluti. Tuttavia, non mancano dati estremamente positivi anche per l’export verso l’UE, come il provolone (sempre più domandato ed acquistato in Spagna ed Austria) e l’asiago, molto richiesto in Francia, Regno Unito e ancora Spagna. 

Nonostante tali numeri positivi per l’export, si prospettano periodi non facili per il settore lattiero-caseario italiano: ciò è dovuto ai dazi annunciati dagli Stati Uniti su diversi prodotti italiani (tra cui alcuni formaggi) e all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea ed al contraccolpo (a livello economico e normativo) di tale evento sull’esportazioni verso questo importante mercato per il nostro Paese.

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