Latte sardo, trattative per il suo prezzo

Alcune volte ci si fa poco caso, tuttavia dietro tante prelibatezze della gastronomia italiana vi sono diversi contadini e produttori, con il loro lavoro, gli investimenti e naturalmente la loro passione per creare qualcosa di buono e soprattutto apprezzato. Un esempio è il settore lattiero-caseario ed i suoi innumerevoli prodotti ed imprese, dal celebratissimo Parmigiano Reggiano fino alla prelibata Caciotta Mista de La Pecorella. E dietro a ciò che si mangia, vi sono persone e soprattutto una filiera di passaggi e di società.

In questi ultimi anni, non sempre i rapporti tra coloro che producono tali prelibatezze e le amministrazioni (nazionali e locali) sono stati idilliaci e gli sforzi fatti dai primi sono stati riconosciuti, almeno a livello economico, dai secondi. Da questo punto di vista, da un po’ di tempo, vi sono trattative per il prezzo del latte prodotto in Sardegna e su altre questioni delicate. Ed a questo proposito, è intervenuto il Ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, che ha chiarito la situazione.

Interventi legislativi e fondi finanziari

Il ministro Bellanova ha mostrato ampia disponibilità da parte del suo dicastero per quanto riguarda delle trattative ed incontri con gli esponenti dei diversi ambiti produttivi del settore lattiero-caseario ed in particolare con i rappresentanti dei pastori sardi, tuttavia ha richiesto ampia volontà da parte di tutti, anche a modificare alcuni elementi della filiera stessa. In particolare, con i pastori, a cui ha detto che la normativa inerente appunto i contratti di filiera risulta in fase di approvazione.

A questo proposito, a loro disposizione vi saranno 10 milioni di Euro, mentre saranno 14 quelli disponibili invece per acquistare prodotti del pecorino per gli indigenti. Bisognerà aspettare soltanto il via libera da parte della Corte dei Conti, ancora non prevedibile nella tempistica. Tuttavia, le novità non si fermano qui. Infatti, il ministero ha richiesto al sistema bancario una moratoria di un anno per quanto riguarda i mutui relativi a questo settore. La risposta è stata naturalmente positiva e quindi tale moratoria è stata accettata.

Contratti di filiera e prezzi di vendita

Il ministero dell’agricoltura, inoltre, ha annunciato la creazione di un fondo avente l’obiettivo di favorire la competitività e la qualità del latte ovino, grazie al sostegno ai contratti di filiera. Tale fondo, quindi, sosterrà eventuali investimenti e sarà connesso alla sottoscrizione di accordi di natura pluriennale tra industriali del settore e pastori al fine stabilizzare per un verso i rapporti di fornitura e, per l’altro, il prezzo di questa. La legge attuativa relativa al fondo ha ottenuto già, peraltro, l’intesa con le regioni.

Per quanto riguarda gli accordi intercorsi dal suo predecessore, il ministro Bellanova ha tenuto a puntualizzare di volerli mantenere, tuttavia si attende che anche le altre parti (rappresentanti dei pastori, produttori e esponenti delle società del settore) facciano altrettanto. In particolare, gli accordi ministero dell’agricoltura-pastori, siglati in precedenza, si riferivano al raggiungimento della soglia di 1 Euro per litro di latte entro la fine del 2019. 

Ciò che è importante per il ministro non è fare azioni di propaganda, bensì realizzare una seria programmazione di medio e lungo periodo, che favorisca le prospettive future e soprattutto la dignità di un prodotto noto ed apprezzato nel mondo, come può essere il Pecorino Romano. Da questo punto di vista serviranno contratti di filiera, ma anche tracciabilità ed una certa programmazione produttiva. 

Ed a proposito di quest’ultima, un nuovo piano di regolazione di offerta del Pecorino Romano risulta essere in una fase di verifica ed approvazione da parte dei produttori di formaggio, per ottenere successivamente la ratifica di quelli del latte. Tale piano, secondo Bellanova, rappresenta un ottimo strumento da utilizzare ed implementare per quanto riguarda l’intero settore.

Come si può notare, diversi sono gli strumenti e la normativa che dovrebbero agevolare coloro che lavorano e sono impegnati per realizzare prodotti d’eccellenza della tradizione italiana, ma anche, al tempo stesso, riconoscerne il giusto valore storico, culturale, gastronomico ed inoltre economico. Il formaggio, in questo caso specifico, rappresenta un ottimo esempio di tutto ciò. 


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