Un primo piatto sfizioso: penne ai funghi con canestrato e zafferano

Vi sono due principali modi per creare un buon piatto e stupire chiunque lo assaggi: scegliere di seguire il proprio istinto e creare qualcosa di nuovo (per quanto sia possibile), oppure seguire una ricetta appartenente alla tradizione che ci permette di andare sul sicuro e allo stesso tempo essere soddisfatti del risultato.

Alcuni primi piatti sono nati per caso, ma non è un caso che ancora oggi si trovino nelle cucine degli italiani che hanno la fortuna di produrre numerosi alimenti e di avere una storia culinaria dalle radici ben radicate e profonde.
Quello che abbiamo scelto di descrivervi oggi è un primo piatto semplice che potrete preparare sia per un semplice pasto in famiglia, sia per un’occasione diversa come una cena tra amici o una ricorrenza, si tratta infatti delle penne ai funghi con canestrato e zafferano.
Il piatto in questione, come è facile intuire, non solo è adatto anche ai vegetariani ma permette anche di apportare delle modifiche in maniera semplice a seconda delle proprie preferenze, potrete infatti aggiungere del prosciutto cotto o dello speck per un gusto più deciso, insomma le varianti in cucina sono sempre lecite, ciò che importa di più è riuscire a creare il giusto equilibrio ed il corretto rapporto tra i sapori nell’insieme.
Ecco la ricetta nel dettaglio:
Come la maggior parte delle ricette anche questa è pensata sulla base di 4 persone quindi toccherà a voi adattare le varie quantità sulla base della vostra famiglia o dei vostri invitati.

Ingredienti:

  • 320 gr di penne;
  • 300 gr di funghi misti (o champignon, se preferite);
  • 50 gr di formaggio Canestrato grattugiato;
  • 1 spicchio d’aglio;
  • 2 bustine di zafferano
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • Olio, sale e pepe q.b.;

Preparazione:

Pulite bene i funghi, tagliateli a pezzetti e rosolateli in padella con la giusta quantità di olio e lo spicchio d’aglio, una volta rosolati, spegnete il fuoco ed aggiungete il prezzemolo tritato in maniera tale che questo non si cucini ma allo stesso tempo riesca ad unirsi al gusto dei funghi donandogli quel tocco in più, aggiungete sale e pepe secondo il vostro gusto.
Nel caso in cui abbiate scelto di aggiungere il prosciutto o lo speck questo è il miglior momento per farlo, mettendo i funghi da parte e lasciandoli rosolare all’interno della stessa padella utilizzata per i funghi per lo stesso motivo sopra citato: creare più gusto.
A questo punto lessate la pasta con lo zafferano, scolatela senza dimenticare di conservare una discreta quantità di acqua di cottura per aiutarvi nell’amalgamare i gusti e versatela nella padella con i funghi o con lo speck.
Nel primo caso vi basterà amalgamare, unire il formaggio Canestrato grattugiato e poca acqua calda, far saltare qualche istante in modo che il formaggio si sciolga leggermente ed il vostro piatto è pronto per essere servito. Dall’Odissea alle nostre tavole: il Canestrato
Quella del formaggio Canestrato puglieseDOP è una tradizione antichissima che lo vede citato già nell’Odissea di Omero a sostegno del fatto che il formaggio è un alimento protagonista da sempre e, probabilmente, per sempre.
Il canestrato pugliese viene prodotto prevalentemente nelle province di Foggia e Bari, si tratta di un formaggio fatto con latte di pecora dalla pasta dura, grasso e dalla stagionatura media o lunga.
La tecnica dei canestri viene già citata in un passo dell’Odissea, in particolare nell’incontro tra Odisseo ed il gigante Polifemo che, come probabilmente ricorderete, possedeva un gregge. La lavorazione oggi avviene in località che variano dai 250 ai 700 metri sul mare e porta alla produzione di una forma dalla superficie omogenea ma attraversata dalle striature più chiare lasciate dai canestri in cui viene posto in fare di produzione.
Nel 1996 gli è stato ufficialmente riconosciuto il marchioDOP (Denominazione di Origine Protetta).
Nel dettaglio il canestrato, finita la stagionatura, ha un diametro compreso tra i 25 e i 35 centimetri per un’altezza di 10-14 cm, per un peso che va dai 7 ai 14 kg.
Il colore all’esterno è paglierino, quasi ocra, all’interno è invece più chiaro e sulla base della stagionatura si rivela più o meno friabile e con le piccole occhiature uniformemente diffuse.
Si tratta di un formaggio grasso, per ogni 100 gr, infatti, si assumono circa 350-375 kcal, ma il livello proteico oscilla intorno al 25%, dimostrandoci che il formaggio può risultare un buon alleato se inserito correttamente all’interno della propria alimentazione.

Il canestrato viene utilizzato principalmente come formaggio da tavola o da grattugia (se la maturazione ha superato i sei mesi), ma si presta, in generale, a molteplici utilizzi specie se accompagnato dal giusto vino e dai giusti alimenti.Se la stagionatura è di soli 2-3 mesi allora vi consigliamo di affiancarlo ad un bianco di buona struttura, se ha superato i 12 mesi allora vi consigliamo un vino più corposo, insomma uno dei tanti alimenti poliedrici tutti italiani!

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