Quanto formaggio mangiare per mantenere il colesterolo basso: scopriamolo

In questi ultimi anni, sempre più persone tendono a fare attenzione al benessere psicofisico. Mentre alcuni svolgono una costante attività fisica, al chiuso di una palestra o all’aperto, altri invece preferiscono mantenere una sana ed equilibrata alimentazione. Difatti, il benessere psicofisico non è dato soltanto dal mantenersi in forma, ma anche dal tenere sotto controllo alcuni parametri o indicatori relativi alla salute del corpo.

Tra questi indicatori di benessere generale, vi è senz’altro il colesterolo (che si suddivide in quello buono e cattivo), un grasso presente nel nostro organismo e che se rilevato in misura elevata o eccessiva, potrebbe portare a problematiche di vario genere. In particolare, esso risulta essere un fattore di rischio per l’insorgenza di malattie cardiache gravi, tra cui l’infarto. Un’alimentazione sana ed equilibrata può mantenere basso il livello di colesterolo generale.

Uno degli alimenti più utilizzati nella cucina italiana è il formaggio. Una vera e propria bontà creata sotto varie forme: dal Parmigiano Reggiano al Gorgonzola, dalla Caciotta Mista al Marzolino di Pecora. Tuttavia, secondo alcuni studi, un utilizzo eccessivo di tali formaggi potrebbe portare ad un incremento dei grassi presenti nel nostro corpo e pertanto favorire anche l’innalzamento del colesterolo. Ma, ci si chiede, quanto formaggio mangiare per mantenere il colesterolo basso, senza limitare la nostra alimentazione?

Vantaggi e svantaggi del consumo di formaggio

Come abbiamo detto, la bontà dei vari formaggi presenti nel nostro Paese è indiscussa ed essi riescono ad insaporire o rendere ancora più prelibati diversi piatti della nostra tradizione. La loro eliminazione dalla nostra dieta non solo sarebbe inutile, ma addirittura dannosa per alcuni versi. Infatti, un formaggio è ricco di calcio, elemento essenziale per le ossa e per i denti del nostro organismo, a cui si aggiunge la presenza di magnesio e utili vitamine.

Naturalmente, l’eccessivo consumo di formaggi, come d’altronde anche di altri alimenti, porterebbe ad un’assunzione troppo alta di grassi, portando il nostro peso a lievitare così come ad un incremento del colesterolo cattivo. Pertanto, i formaggi si presentano come alimenti essenziali nella nostra dieta, purché non consumati in modo eccessivo. Ma quanto ne possiamo mangiare in generale? Proviamo a rispondere a tale quesito.

Formaggio e colesterolo basso

Come abbiamo detto, l’assunzione equilibrata di formaggi (dal Parmigiano alla Caciotta mista) non porta all’incremento di grassi nell’organismo, tuttavia, secondo alcuni studi recenti, la quantità giornaliera che non si deve superare è di 80 grammi. Pertanto, mangiare al massimo 80 grammi al giorno di formaggi non comporta l’innalzamento del colesterolo cattivo presente nell’organismo. E quando si parla di formaggi, gli studiosi non fanno differenza tra i prodotti più magri oppure quelli con elevata presenza di grassi.

Tuttavia, sempre secondo questi studi, si è riscontrata una certa differenza tra soggetti maschili e femminili. Infatti, nelle donne tale limite non sembra funzionare e quelle che hanno assunto formaggio, sia pur in quantità limitata e al di sotto degli 80 grammi giornalieri, hanno riscontrato comunque l’innalzamento del livello di colesterolo cattivo. Da ciò si deduce quindi che per loro il formaggio deve essere sempre assunto in quantità ridotta e non costante.

Naturalmente tutto ciò non significa che le donne (così come gli uomini d’altronde) devono evitare di mangiare un delizioso e prelibato alimento come il formaggio, ma devono prestare maggiore attenzione alla loro alimentazione in generale e all’uso eccessivo di tale alimento in particolare. Infatti, unire una dieta attenta ed equilibrata ad un’attività fisica costante, consente non solo di mantenere il colesterolo cattivo sotto controllo, ma anche raggiungere e mantenere un certo benessere fisico.

Come detto in precedenza, i formaggi (qualsiasi essi siano) ed il loro uso presentano diversi aspetti positivi: dall’arricchimento dei piatti in cui vengono utilizzati all’assunzione giornaliera di preziose vitamine e sostanze per l’organismo. La loro mancanza totale dalle tavole italiane sarebbe un inutile danno per il gusto e per il corpo. Una maggiore attenzione nell’alimentazione perciò consente di continuare a deliziarci con questo alimento.

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