Agricoltura e genetica: una convivenza necessaria

L’agricoltura è legata nell’immaginario comune alla “natura” e alla “naturalezza” dei prodotti. Quando si parla di genetica e manipolazione genetica applicata all’agricoltura si generano sospetti e dibattiti sugli OGM. Tuttavia, non si tiene quasi mai conto del fatto che l’uomo sin dagli inizi della vita stanziale millenni fa e con la nascita dell’agricoltura stessa ha dato anche inizio all’”addomesticamento” di piante selvatiche che altrimenti non sarebbero state adatte alla nutrizione. Mutazioni molecolari e ibridazioni che avvengono anche in “natura” in modo spontaneo, ma che l’evoluzione di tecnologie di “editing genomico” aiutano ad accelerare. Anche nella produzione di prodotti caseari e formaggi.

I vantaggi della genetica in agricoltura

Il presupposto di partenza è considerare che in agricoltura nulla è naturale poiché l’agricoltura stessa nasce come il risultato di un’attività umana. Agricoltura e allevamento non si sarebbero potuti sviluppare senza l’azione dell’uomo. La contrapposizione tra dimensione naturale e artificiale in questo ambito non è più sostenibile e non è più osservata con sospetto, come dimostrano recenti studi e ricerche. Si tende a ragionare in termini di rischi e benefici, anche da punto di vista ambientale si tende ad effettuare un’analisi completa del life cycle assessment che mira a valutare l’impatto di un intervento specifico su tutto il processo produttivo di un alimento.

Le mutazioni avvengono in modo spontaneo, ma se ci si affida solo alle mutazioni spontanee per un miglioramento genetico della specie, i tempi non sarebbero compatibili con le richieste di consumo o con il cambiamento ambientale stesso. Le piante e gli animali da soli devono affrontare virus, funghi, batteri e fronteggiare i cambiamenti climatici. Se l’uomo non guidasse l’evoluzione delle piante – affidandosi alle solo mutazioni spontanee – non ci sarebbe evoluzione neanche per l’uomo stesso. È vero che le prime tecniche di manipolazione genetica utilizzavano radiazioni e mutageni chimici con danno anche per l’uomo. Ma la tecnologia ha permesso di migliorare anche le tecniche genetiche con manipolazioni mirate senza produrre cambiamenti indesiderati collaterali. Questi interventi di “editing genetico” sono diversi dagli OGM perché non si producono “innesti” di altri geni.

In genere, il miglioramento genetico contribuisce a rispondere alle sfide produttive e a migliorare i consumi di acqua, fertilizzanti, terreni, pascoli. Grazie all’innovazione genetica si migliora anche la resa economica nonché la possibilità di produrre alimenti per sé e per gli animali più salutari.

Tecniche di biotecnologia e biogenetica

La biotecnologia ha messo a disposizione nuovi metodi di modificazione genetica diversa dalla transgenesi. Esempi di nuove tecniche sono:

  • Cisgenesi: trasferimento di geni provenienti da altre cultivar della stessa specie;
  • Il silenziamento genico: è un meccanismo naturale per la difesa dalle malattie e dai virus. La stimolazione di queste strutture di difese permette di produrre cultivar in grado di resistere alle aggressioni esterne, di ridurre gli allergeni e le tossine con notevole riduzione delle perdite post raccolta o uso di fitofarmaci con benefici per la salute dell’uomo e l’intera filiera produttiva di taluni prodotti di origine vegetale e animale.
  • L’editing genetico: la più recente tecnica permette di fare dei veri e propri interventi “chirurgici” sui geni andando a modificare con grande precisione solo la sequenza di DNA necessaria a migliorare i caratteri agronomici e di qualità. Si tratta di tecniche definite di precision breeding.

Le nuove tecniche genomiche sono ben accette dalla Comunità europea perché non paragonabili agli OGM. Sono tecniche svincolate dalle regolamentazioni sugli OGM. Tuttavia, le normative sugli OGM si applicano anche a queste tecniche perché servono a garantire la sicurezza e la corretta applicazione delle pratiche. A oggi, si valuta il rischio sul principio dell’analisi caso per caso basandosi sulla “bontà” del prodotto ottenuto e non più sul metodo. L’obiettivo è di raggiungere la reale sicurezza per i consumatori e per l’ambiente.

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