Frittata di spaghetti con caciotta filante: scopri come prepararla

Il lato piacevole del pic-nic è quello di potersi fermare ovunque per concedersi la sosta pranzo: una bella vista sul lago, al fresco di una pineta, in spiaggia, in montagna, nei boschi, dinanzi lo spettacolo refrigerante di una cascata. Il vantaggio è anche quello di poter mangiare cibo genuino preparato in casa (ricordandosi di non lasciare rifiuti in giro, rispettando la bellezza del posto così come è stato preservato). Siete, però, a corto di idee? Stanchi del solito panino col salame? O della focaccia? Vorreste qualcosa di veramente gustoso e pratico da portare con sé? L’idea facile e veloce è la frittata di spaghetti con caciotta filante, per un pic-nic gourmet!

Come si prepara la frittata di spaghetti con caciotta

Caciotta Pecorella

Il tempo di preparazione non è tanto: occorrono 30 minuti in totale e la difficoltà è bassa. Ecco gli ingredienti per 4 persone:

  • 300 gr. di spaghetti;
  • 200 gr. di Caciotta “La Pecorella”;
  • 600 gr. di pomodori ciliegino o Piccadilly;
  • 4 uova;
  • 30 gr di Parmigiano Reggiano;
  • Uno spicchio di aglio;
  • Foglie di basilico;
  • Semi di finocchio;
  • Sale e pepe quanto basta
  • Olio extravergine di olive q.b.

Preparazione della frittata di spaghetti con caciotta filante

Lavare accuratamente i pomodorini e tagliarli a metà (se piccoli) o in quarti. In una padella antiaderente, far rosolare a fuoco medio uno spicchio di aglio in olio extra vergine di oliva, insieme a qualche seme di finocchio e lasciar insaporire. Quando l’aglio è dorato, aggiungere i pomodorini e continuare la cottura per una decina di minuti a fiamma viva. Intanto, calare gli spaghetti in acqua salata e scolarli al dente. Lasciar raffreddare gli spaghetti sotto acqua fredda corrente e mantecare con la salsa di pomodorini.

Ora, porre in una ciotola capiente gli spaghetti conditi e aggiungere 4 uova intere, Parmigiano Reggiano, sale e pepe a proprio gusto e mescolare bene fino a ottenere un bel composto. Separatamente, tagliare a cubetti la caciotta “La pecorella”

Riscaldare un goccio di olio in una padella antiaderente e versare metà del composto di spaghetti. Aggiungere i cubetti di caciotta e lasciar cuocere. Adagiare la restante parte degli spaghetti a copertura. Rosolare la frittata per circa 10 minuti per lato a fuoco medio.

La frittata può essere servita sia calda e filante che fredda … pronta per un pic-nic! Gli spaghetti si possono sostituire con altro formato di pasta di proprio gradimento.

Spaghetti & C.: i formati di pasta più amati dagli italiani e nel mondo

L’Italia è la patria della pasta. Sono stati censiti circa 300 formati frutto della tradizione secolare dei pastai e delle varie tradizioni regionali. Tuttavia nelle dispense delle case, i consumatori danno preferenza a 4 o 5 formati. Gli spaghetti dominano tra le preferenze degli italiani e non solo. Uno studio Doxa per l’unione Italiana Food ha stilato la top ten dei formati di pasta più consumati, che rappresentano il 60% delle 1,4 tonnellate di pasta che si consumano ogni anno.

Un piatto su cinque è a base del formato più amato: gli spaghetti. Ma la classifica rivela conferme e qualche sorpresa. In genere, si predilige la pasta corta a quella lunga e la pasta rigata a scapito dei formati “lisci”, questo perché i formati rigati trattengono meglio i condimenti.

Dopo gli spaghetti, i formati più popolari sono le penne rigate e i fusilli. In coda alla classifica i rigatoni che sono superati dalle farfalle, le linguine, le lumachine, i bucatini, le mezze maniche e le lasagne. Se si guarda alle varianti regionali, si notano differenze tra il Nord e il Sud Italia dove sono più ricorrenti i formati di ziti, ditalini, ditaloni, orecchiette e pasta mista (che, invece, è quasi irreperibile nel Nord). La scelta del formato è influenzata anche dal tipo di sugo e condimento a cui si abbina. Lo studio è interessante perché porta a conoscenza una varietà di formati e alla riscoperta di un prodotto versatile che compare sulle tavole degli italiani almeno 5 giorni a settimana e spesso per due volte al giorno.Anche all’estero, la pasta italiana e i suoi molteplici formati piacciono: basti pensare che nel sud est asiatico i formati prevalenti sono solo noodles e ravioli. Ben venga, quindi, la creatività made in Italy anche a tavola!

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