La ricotta occupa un posto d’onore nella tradizione dolciaria italiana, eppure spesso viene considerata un ingrediente secondario o una semplice alternativa al mascarpone. Niente di più sbagliato. Questo latticino versatile possiede caratteristiche uniche che lo rendono insostituibile in moltissime preparazioni, dalla classica pastiera napoletana ai cannoli siciliani, passando per torte moderne e farciture creative. La sua consistenza delicata e il sapore neutro permettono di creare dolci equilibrati, dove gli altri ingredienti possono esprimersi senza essere sovrastati. Preparazioni come la sbriciolata al formaggio dimostrano perfettamente come questo latticino sappia dialogare con texture croccanti e sapori più decisi, creando contrasti memorabili.
Molti pasticceri casalinghi commettono l’errore di usare la ricotta direttamente dalla confezione, senza considerare che necessita quasi sempre di una lavorazione preliminare. Il contenuto d’acqua, la temperatura, persino il tipo di latte utilizzato nella produzione influenzano pesantemente il risultato finale. Conoscere questi aspetti significa trasformare un ingrediente comune in qualcosa di straordinario, capace di elevare qualsiasi preparazione dolciaria.
Le caratteristiche che rendono la ricotta unica in pasticceria

A differenza di altri latticini utilizzati nei dolci, la ricotta presenta una struttura proteica particolare dovuta al suo metodo di produzione. Non si ottiene dalla coagulazione della caseina come i formaggi tradizionali, ma dalla precipitazione delle proteine del siero, soprattutto albumina e globulina. Questo processo conferisce al prodotto finale una consistenza granulosa ma cremosa, un sapore delicato e un contenuto di grassi variabile.
Le proprietà che la rendono preziosa in pasticceria sono numerose:
- Leggerezza: rispetto al mascarpone contiene meno grassi e più proteine
- Versatilità: assorbe perfettamente gli aromi circostanti senza imporre il proprio
- Struttura: mantiene la forma nelle farciture senza colare
- Dolcezza naturale: il lattosio residuo richiede meno zucchero aggiunto
Il contenuto d’acqua rappresenta però un’arma a doppio taglio. Una ricotta troppo umida rende i dolci mollici e compromette la conservazione. Per questo motivo, la maggior parte delle ricette tradizionali prevede un passaggio di spurgo o asciugatura prima dell’utilizzo. Basta trasferire la ricotta in un colino foderato con una garza e lasciarla scolare in frigorifero per alcune ore: l’acqua in eccesso viene eliminata e la consistenza diventa più compatta e lavorabile.
Come scegliere la ricotta giusta per ogni preparazione
Non tutte le ricotte sono uguali, e scegliere quella sbagliata può rovinare completamente un dolce. La differenza principale sta nel tipo di latte utilizzato: vaccino, ovino, caprino o misto. Ciascuno conferisce caratteristiche organolettiche diverse.
Ricotta vaccina per dolci delicati
La ricotta di mucca rappresenta la scelta più comune e versatile. Ha un sapore neutro, una consistenza morbida e si presta a qualsiasi tipo di preparazione dolciaria. Perfetta per:
- Cheesecake: la sua cremosità naturale crea texture vellutate
- Ciambelle e plumcake: aggiunge umidità senza appesantire
- Creme di farcitura: mantiene la stabilità anche senza addensanti
La ricotta vaccina fresca ha però un difetto significativo: tende a rilasciare molto siero. Diventa quindi indispensabile la fase di spurgo, soprattutto se la si usa per farcire crostate o torte dove l’eccesso di liquido creerebbe problemi strutturali.
Ricotta ovina per sapori autentici
La ricotta di pecora offre un profilo aromatico più marcato e una consistenza leggermente più asciutta rispetto a quella vaccina. È la scelta tradizionale per preparazioni del centro-sud Italia come la pastiera, i cannoli siciliani e la cassata. Il suo carattere deciso la rende ideale quando si vogliono sapori pronunciati, ma può risultare invadente in dolci più delicati.
Alcuni accorgimenti nell’utilizzo:
- Ridurre lo zucchero: ha già una dolcezza naturale più accentuata
- Abbinarla a spezie: cannella, vaniglia e scorze di agrumi ne esaltano il sapore
- Evitarla con cioccolato bianco: il contrasto risulta spesso sgradevole
Ricotta mista per equilibrio perfetto
Le ricotte prodotte con latte misto (vaccino e ovino) rappresentano un compromesso intelligente tra delicatezza e carattere. Mantengono la cremosità della ricotta vaccina ma acquistano la personalità di quella ovina, risultando particolarmente adatte per torte farcite e semifreddi.
Tecniche di lavorazione per risultati professionali
La ricotta fresca appena acquistata raramente è pronta per l’uso diretto in pasticceria. Necessita di lavorazioni specifiche che ne modificano consistenza, sapore e capacità di legare con gli altri ingredienti.
Il primo passaggio fondamentale consiste nel setacciare il latticino attraverso un colino a maglie fitte o passarlo al setaccio. Questo procedimento elimina i grumi più grossolani e crea una texture omogenea, indispensabile per creme e farciture lisce. Alcuni pasticceri preferiscono usare un frullatore a immersione, ma bisogna prestare attenzione a non incorporare troppa aria che renderebbe la crema instabile.
La fase di arricchimento richiede attenzione particolare. Gli ingredienti vanno aggiunti seguendo un ordine preciso:
- Prima lo zucchero: va mescolato energicamente con la ricotta setacciata fino a completo assorbimento
- Poi gli aromi: vaniglia, scorze di agrumi, liquori devono amalgamarsi bene
- Infine gli elementi di texture: gocce di cioccolato, canditi, granella vanno incorporati delicatamente
Un errore comune consiste nell’aggiungere troppo liquido. Anche poche gocce di liquore o estratti possono rendere il composto troppo morbido, compromettendone la tenuta. Meglio procedere gradualmente, assaggiando e valutando la consistenza a ogni aggiunta.
Abbinamenti classici e innovativi
La versatilità della ricotta permette accostamenti sia tradizionali che sorprendentemente moderni. Gli abbinamenti classici della pasticceria regionale italiana rimangono però imbattibili per equilibrio e armonia di sapori.
La trinità mediterranea: agrumi, mandorle e miele
Questo trio rappresenta l’essenza della pasticceria del sud. La freschezza degli agrumi bilancia la dolcezza naturale della ricotta, le mandorle aggiungono croccantezza e il miele lega tutto con la sua complessità aromatica. Funziona perfettamente in:
- Crostate farcite con ricotta aromatizzata
- Cassate e cassatine monoporzione
- Biscotti farciti e dolcetti da tè
Cioccolato fondente e frutta secca
Un abbinamento più moderno ma straordinariamente efficace. Il cioccolato amaro contrasta con la delicatezza del latticino creando un gioco di sensazioni interessante. L’aggiunta di nocciole tostate o pistacchi tritati introduce note di tostatura che arricchiscono ulteriormente il profilo gustativo.
Questa combinazione funziona benissimo nelle torte a strati, nei semifreddi e nelle mousse, dove la ricotta viene montata con panna per ottenere consistenze aeree.
Spezie orientali per carattere inaspettato
Cardamomo, zenzero candito e cannella di Ceylon trasformano la ricotta in qualcosa di completamente diverso. Questi aromi intensi richiedono però un dosaggio attento: bastano piccole quantità per caratterizzare fortemente una crema. Perfetti per torte autunnali, strudel alternativi e biscotti ripieni.
Conservazione e gestione del latticino
La ricotta è un prodotto fresco e deperibile che richiede attenzione nella conservazione. Una volta aperta la confezione, va consumata entro 2-3 giorni massimo, mantenendola sempre ben coperta in frigorifero. L’esposizione all’aria la fa inacidire rapidamente e ne compromette le proprietà organolettiche.
Per preparazioni che richiedono ricotta particolarmente asciutta, il metodo tradizionale prevede di avvolgerla in una garza e lasciarla sgocciolare per una notte intera in frigorifero con un peso sopra. Il siero che cola va eliminato e il latticino risultante avrà una consistenza quasi cremosa, perfetta per cannoli e pastiere.
Un trucco professionale consiste nell’aggiungere alla ricotta un cucchiaio di panna acida o yogurt greco denso quando si preparano creme da conservare. Questi ingredienti acidificano leggermente il composto stabilizzandolo e prolungandone la durata senza alterarne il sapore.
La ricotta può essere congelata, ma solo se non verrà utilizzata per farciture che richiedono consistenza perfetta. Dopo lo scongelamento tende infatti a diventare più granulosa e rilascia liquido. Può comunque funzionare per impasti di torte, plumcake o muffin dove la texture non è così critica.
Errori frequenti da evitare
Anche pasticceri esperti possono commettere errori nell’uso della ricotta, spesso sottovalutandone le peculiarità. Il primo sbaglio consiste nell’usare ricotta troppo fredda: quando è appena tolta dal frigorifero non si lavora bene, forma grumi e non assorbe uniformemente zucchero e aromi. Meglio tirarla fuori almeno mezz’ora prima e lavorarla a temperatura ambiente.
Aggiungere troppi ingredienti umidi rappresenta un altro problema classico. Ogni elemento liquido che aggiungiamo – che sia liquore, succo di agrumi o estratti – altera l’equilibrio idrico del composto finale. Il risultato? Creme che colano, farciture che bagnano gli impasti, conservazione compromessa.
Molti credono che tutte le ricotte possano essere usate indifferentemente, ma quelle ultra-pastorizzate da supermercato hanno caratteristiche molto diverse dalla ricotta fresca di caseificio. La prima risulta più asciutta e compatta ma meno saporita, la seconda più cremosa ma più delicata. Conoscere queste differenze permette di scegliere il prodotto giusto per ogni preparazione.
Bibliografia
- Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene
- Ada Boni, Il talismano della felicità
- Luigi Veronelli, I formaggi italiani
FAQ
Posso sostituire il mascarpone con la ricotta in tutte le ricette?
No, non sono intercambiabili. Il mascarpone ha il doppio dei grassi e una consistenza completamente diversa. La ricotta funziona in preparazioni dove serve leggerezza, ma fallisce dove serve struttura cremosa come nel tiramisù tradizionale.
La ricotta industriale va bene per i dolci?
Dipende dalla preparazione. Per torte, muffin e impasti funziona benissimo, ma per farciture di cannoli o pastiere dove il sapore della ricotta è protagonista, quella artigianale fresca fa davvero la differenza in termini di gusto e texture.
Come posso rendere più densa una crema di ricotta troppo liquida?
Aggiungi amido di mais o fecola in piccole dosi (un cucchiaio alla volta), mescolando energicamente. In alternativa, incorpora mascarpone o formaggio spalmabile che legano senza alterare troppo il sapore finale.

